Cos'è il Game-Based Learning e strumenti per attuarlo.

La gamification a scuola. Scopri come attuarla con Martina.

Inserire il gioco nelle attività didattiche è da sempre considerato un ottimo espediente per mantenere alta l’attenzione dei bambini durante le lezioni.

L’interesse, il coinvolgimento e la capacità di assimilare concetti chiave, sono fattori che hanno da sempre favorito l’applicazione di tale metodo nell’insegnamento.

Con l’avvento delle tecnologie, inoltre, i bambini hanno sempre di più sviluppato le loro capacità di gioco, soprattutto a livello digitale: un territorio, quindi, davvero familiare e attrattivo.

Il Game Based Learning si pone lo scopo di introdurre modalità ludiche di apprendimento stimolando però anche altri fattori come il problem solving e il pensiero divergente e critico.

Basti pensare, ad esempio, alle escape room dove è indispensabile applicare il pensiero laterale ed essendo disponibili in infinite combinazioni di ambientazioni, danno la possibilità al giocatore di sviluppare diverse competenze.

Oppure ai serious game dove l’elemento educativo è ancora più pregnante: lo scopo è proprio quello di condividere un’esperienza formativa dove il giocatore ricopre un ruolo altamente interattivo con l’ambiente che lo circonda.

Game Based Learning e Gamification, qual è la differenza?

Sebbene, sostanzialmente, possano indicare più o meno lo stesso principio, la gamification tende più ad utilizzare i meccanismi di gioco per indurre i partecipanti a compiere determinate azioni.

Difatti, viene applicata a tutti i contesti non ludici commerciali e/o lavorativi, dove gli utenti sono spronati a raggiungere determinati risultati.

Il Game Based Learning, invece, ha lo scopo finale di offrire un’esperienza educativa che possa far apprendere in maniera incisiva e divertenti, concetti complessi.

Il docente, dunque, può sempre “gamificare” qualsiasi tipo di disciplina didattica seguendo alcuni semplici passi così come quelli suggeriti dal famoso imprenditore taiawanese, Yu-Kai Chou.

Gli elementi principali alla base di un Game Based Learning possono essere così riassunti:

  • senso epico ovvero far sentire l’alunno parte di un’attività incredibile;
  • stabilire obiettivi a breve e lungo termine;
  • individuare oggetti o premi come, ad esempio, medaglie o attestati;
  • influenza sociale ovvero dare la possibilità di condivisione dei risultati e di creazione del proprio avatar;
  • inserire imprevisti e curiosità che stimolano l’attenzione e accrescono l’adrenalina;
  • una buona dose di creatività.

Non è da dimenticare, poi, la grande opportunità che offre il gamification learning: quella di essere un’attività altamente inclusiva dove ogni bambino può ricoprire uno specifico ruolo in base alle sue esigenze.

Grazie, poi, alla strutturazione a livelli, è possibile guidare passo dopo passo l’alunno verso l’acquisizione di nuove competenze.

Il Game Based Learning con i software

Realizzare attività ludiche tradizionali è piuttosto semplice. Bastano un po’ di inventiva ed elementi di gioco per poter innalzare l’attenzione dei bambini.

Allo stato attuale della digitalizzazione, accorrono in aiuto molti strumenti e software che consentono di arricchire l’esperienza ludica rendendola più coinvolgente. Basti pensare a video, cartoon, giochi online e giochi di ruolo.

In circolazione, vi sono davvero molti programmi pensati appositamente per le scuole e, quindi, ad elevato scopo educativo. Il mondo dell’edutainement è davvero vasto e offre soluzioni disparate che si adattano ai contesti scolastici e alle età dei bambini.

Esempi possono essere Panquiz e Kahoot, piattaforme dove è possibile creare i propri quiz e i propri giochi per la didattica. Oppure Wordwall dove esistono tante modalità di gioco differenti tra cui scegliere in base alla disciplina da somministrare.

Genially, invece, consente di creare escape room virtuali e Classcraft introduce il role play game per eccellenza dando la possibilità agli studenti di vivere a scuola come fossero in un torneo di videogioco.

Oppure, direttamente dal mondo del gaming da pc e consolle, sono stati create delle versioni per l’ambito didattico come Minecraft Educational, Assassin’s Creed Discovery e Rabbids Coding.

La gamification a scuola con Martina

La piattaforma Martina si colloca tra i vari strumenti digitali che possono arricchire le esperienze didattiche grazie sia all’elemento interattivo delle lavagne sia alla modalità giochi interattivi.

Con Martina, realizzare lezioni utilizzando il gamification learning è davvero semplice: passo dopo passo si viene guidati nella strutturazione di piccoli giochi i quali possono servire ai più disparati obiettivi didattici.

Soprattutto, la piattaforma consente di creare giochi semplici adeguati alle fasce d’età prescolari le quali hanno bisogno di sviluppare e avvicinarsi gradualmente ad alcune abilità.

Di seguito, si propongono alcuni esempi-spunto.

 

IDEA 1:

Per rendere più divertente l’attività di pregrafismo e sfruttarla nel tempo grazie ai tanti percorsi da realizzare, è possibile trasformarla in una caccia all’animaletto.

Dalla tradizionale scheda al gioco interattivo “Unisci i punti” è davvero un attimo. Dopo aver selezionato gli animali da raggiungere, lascia che i bambini seguano il percorso così da avvicinare gradualmente il bambino al tratto grafico e alla parola scritta.

 

IDEA 2:

Anche animare i racconti può diventare un gioco: partendo dall’indicazione di un soggetto, è possibile descrivere la storia utilizzando le parole del tempo.

Insegnare, così, la collocazione temporale, diventa un’occasione per stimolare anche la fantasia e le abilità comunicative.

 

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