Ho iniziato ad usare Martina non appena è stata resa disponibile la demo su invito della Sautech Group per ben comprenderne le potenzialità. Il mio plauso va allo staff della società per l’assistenza ricevuta nella fase di registrazione degli  utenti e docenti. È bastato poco per capire che Martina fosse la piattaforma ad hoc che mi permetteva di proseguire il processo di cambiamento avviato anni fa grazie alla formazione d’eccellenza che ho conseguito con il C.N.I.S del coordinatore scientifico Prof. D. Lucangeli.

Intervista ad Antonietta Galiano

Intervista ad Antonietta Galiano

Martina è un progetto didattico che va oltre il semplice utilizzo della piattaforma. E’ un progetto che coinvolge insegnanti, bambini, genitori e… noi di Sautech Group.

Per tale motivo vogliamo raccogliere le testimonianze di chi la utilizza per poter confrontarci, trarne spunto per migliorare la piattaforma e, perché no, farci raccontare più da vicino le esperienze d’uso o i motivi che hanno spinto a sceglierci.

Non potevamo non iniziare il racconto dalla nostra prima collaboratrice: la docente nonché presidente dell’Associazione Arcobaleno del Sorriso di Salerno, Antonietta Galiano. La prima partner che utilizza Martina sin dalla sua nascita e che, tuttora, ci accompagna nel nostro percorso di evoluzione della piattaforma.

 

1. Come hai cominciato ad usare Martina?

Durante il lockdown dello scorso marzo è emerso il bisogno di ridefinire gli obiettivi, i mezzi e le strategie per la scuola dell’infanzia. Condivisibile o meno, essa riveste un ruolo fondamentale nella formazione e nello sviluppo armonico delle nuove generazioni, cosiddette “mobile born”, non solo in ambito di socializzazione.

Ho iniziato ad usare Martina non appena è stata resa disponibile la demo su invito della Sautech Group per ben comprenderne le potenzialità. Il mio plauso va allo staff della società per l’assistenza ricevuta nella fase di registrazione degli utenti e docenti.

È bastato poco per capire che Martina fosse la piattaforma ad hoc che mi permetteva di proseguire il processo di cambiamento avviato anni fa grazie alla formazione d’eccellenza che ho conseguito con il C.N.I.S del coordinatore scientifico Prof. D. Lucangeli.

 

2. Cosa ti piace di Martina e quanto spesso la usi? 

Apprezzo le potenzialità perché abbraccia i bisogni delle docenti e degli alunni, svolgendo la sua funzione anche in presenza. Nel corso degli ultimi mesi siamo passati in meno di 24 ore, a causa delle continue ordinanze, dalla didattica in presenza alla LEAD e questo cambio repentino, a cui fatichiamo ad adattarci adulti e bambini, è stato contrastato e ridotto proprio dalla piattaforma.

I bambini ritrovano l’ambiente virtuale a cui sono esposti a scuola e noi docenti non viviamo più lo stress di preparare la lezione. Martina, inoltre, mi permette di modificare la lezione in corso qualora l’attività programmata non risulti sufficientemente coinvolgente in quel determinato momento. Offre, poi, la possibilità di coinvolgere contemporaneamente tutto il gruppo dei partecipanti senza lunghe attese di turno.

 

3. In cosa è diversa dalle altre piattaforme? 

E’ diversa nelle grafica poiché è intuitiva e raccoglie in un’unica schermata tutti gli strumenti necessari allo svolgere qualsiasi attività: è tutto a portata di un click. Consente, anche a distanza, l’osservazione e il monitoraggio degli alunni che appaiono tutti in primo piano accanto alla tavoletta digitale visibile solo al docente (ndr lavagna personale) dando la possibilità di intervenire con strategie funzionali per determinare subito un apprendimento attivo. 

 

4. Che ne pensano i tuoi bambini? 

Non ho avuto modo di chiederglielo ma posso raccontarvi di come reagiscono quando siamo in presenza e propongono essi stessi attività ludico-didattiche con Martina: saltellano, gioiscono, organizzano la fila velocemente e si propongono per essere i primi ad interagire.

In questo specifico periodo utilizzo Martina in LEAD e per raggiungere tutti gli alunni ho organizzato tre collegamenti distribuiti su fasce orarie diverse. La presenza giornaliera è costante e, spesso, i genitori mi chiedono di essere inseriti nel gruppo alternativo per non perdersi le lezioni quotidiane.

Durante il collegamento i bambini sono partecipativi, pongono domande (“Cosa significa?”, “Non ho capito bene, cosa devo fare?”) e queste interazioni possono essere lette come forme di coinvolgimento e di gradimento. Inoltre, quando un bambino ha bisogno d’aiuto, riesco immediatamente a seguirlo e ad ascoltare il suo bisogno guardando su sulla tavoletta digitale (ndr lavagna personale) mentre gli altri continuano ad eseguire i loro compiti.

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